Indignati

Posted on December 6th, 2013, by

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Il sonno dei regolatori produce dei mostri. Affidare a un oligopolio di banche troppo grandi per fallire e troppo complesse per essere regolate un tasso delicato come il Libor è come affidare ai corsari la regolazione del traffico dei mari. Che volete che sia la multa UE di oggi di 1,7 miliardi di dollari per loro dopo i lauti affari fatti alle nostre spalle. Già contabilizzata. Solo quest’anno ci dice oggi Repubblica JP Morgan ha accantonato per risarcimenti legali 33 miliardi di dollari, è stata sanzionata in sei mesi per un totale di 20 miliardi e nonostante questo ha chiuso la semestrale con 12,5 miliardi di utili.
E noi ci perdiamo nel folklore e nelle minuzie delle miserie da operetta della politica nostrana. Sapete fare di conto? Siete in grado di calcolare quante mutande Cota deve comprare a spese dei contribuenti per fare i danni che JP Morgan prevede di pagare quest’anno? E quanto deve lavorare un professore di scuola per guadagnare quello che l’amministratore delegato di Lehman Brother ha guadagnato l’ultimo anno prima di portare al fallimento la sua società, far perdere il lavoro a migliaia di dipendenti e mettere sul conto delle finanze pubbliche un costo globale di svariati trilioni di dollari per la crisi finanziaria globale (per fortuna non tutti pagati a seconda dell’abilità degli stati sovrani di provvedere solo con garanzie o addirittura di surfare sulla crisi facendo capital gains con pubblicizzazioni e poi riprivatizzazioni ma queste cose i nostri non le sanno fare). Siete vittime di un gigantesco miraggio. Quello che il problema sta negli stati nazionali, nel welfare insostenibile, negli sprechi della pubblica amministrazione. Che ovviamente esistono ma non sono il problema dei problemi. Se volete cominciare ad affrontarlo leggete pure con gusto delle miserie dei nostri amministratori regionali e pretendete che siano onesti. Ma poi occupatevi anche di riforma della finanza globale, di tassa sulle transazioni finanziarie, di separazione banca commerciale/banca d’affari, insomma di riforma della finanza mondiale. Iniziando dallo stupore per le manovre attorno a Banca d’Italia. Perché il governo sta decidendo in questi giorni (come sottolinea argutamente Mucchetti) che un istituto di diritto pubblico così importante che gestisce una risorsa pubblica come il diritto di signoraggio deve sanare un’anomalia (il possesso delle sue quote azionarie da parte di banche italiane private) con un’anomalia ancora più grossa, ovvero la vendita di quelle quote a prezzi maggiorati ad una compagnia di galantuomini rappresentate da banche internazionali private (e qui torniamo al punto di partenza del nostro articolo)?

Post originariamente apparso su La Felicità Sostenibile, Blog Autore Repubblica.it


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