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Il CEIS- Centre for Economic and International Studies dell’Università di Roma Tor Vergata , ha pubblicato con la Rubbettino Editore il Rapporto “Cultura e sviluppo. Il problema dei beni culturali in Italia: criticità e soluzioni” a cura di Pasquale Lucio Scandizzo (ordinario di Politica Economica presso il Dipartimento di Economia e Finanza, Università di Roma Tor Vergata e Direttore del CEIS).

Questo volume raccoglie una serie di interventi sulla economia dei beni culturali in Italia, che riassumono e rilanciano alcune delle tematiche, tra quelle
più rilevanti per il nostro Paese, del dibattito internazionale su questo argomento.
I beni culturali costituiscono una parte importante della nostra economia, perché rappresentano un punto di riferimento fondamentale sia
per l’identità nazionale, sia per la formazione di capitale umano e sociale. Il loro ruolo, dalla industria della comunicazione e del turismo, alle arti e alla
conoscenza rende i beni culturali anche un formidabile strumento di potenziale sviluppo economico.

Il volume è in distribuzione presso tutte le case editrici ( è necessario farne richiesta) oppure è possibile acquistarlo on-line presso il sito www.store.rubbettinoeditore.it/cultura-e-sviluppo.html

 

da TAFTER Journal

Godere e diffondere conoscenza e amore per il patrimonio culturale

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Il dibattito sulla valorizzazione dei beni culturali in Italia è una delle discussioni più stereotipate e sclerotizzate che il paese ricordi. Da una parte infatti v'è chi, inorridito, proclama l'assoluto e imprescindibile valore delle politiche industriali pesanti, l'intervento di infrastrutture altrettanto pesanti e il ritorno - se possibile - a un paese a preponderanza di manifattura pesantissima. Dall'altro chi, altrettanto inorridito ma certamente più 'moderno', immagina un'Italia tutta dedicata alla valorizzazione dei siti archeologici, alla 'manifattura del sapere', a un paese finalmente privo di fabbriche e catene di montaggio ma dedito ora e per sempre alla vocazione di un paese finalmente maturo: 60 milioni di creativi che vivono in una immensa Disneyland che parta dalle Alpi e arrivi in Africa. La verità - come è ovvio - è nel mezzo e con una certa approssimazione possiamo supporre che entrambe le questioni siano quanto meno mal poste......

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Niente cultura, niente sviluppo (Corbis)

Ora le sfide paiono meno tangibili rispetto alle macerie del dopoguerra, ma le necessità e la capacità di immaginare e creare il futuro sono ancor più necessarie e non rinviabili. Se oggi quelle stesse città che sono state laboratori viventi sembrano traumatizzate da un senso di inadeguatezza nell'interpretare le nuove sfide, ciò va ascritto a precise responsabilità di governo e a politiche e pratiche decisionali sbagliate. Negli ultimi decenni nel nostro paese – a differenza di altri, Francia, Germania, Stati Uniti oltre a economie recentemente "emerse" – è accaduto esattamente l'inverso di ciò che era necessario. Si è affermata la marginalità della cultura, del suo Ministero, e dei Ministeri che se ne occupano (Beni e Attività Culturali e Istruzione, Università e Ricerca) considerati centri di spesa improduttiva, da trattare con tagli trasversali.

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Aderisci al Manifesto per la cultura del Sole 24 Ore Domenica

 

 

 

Restauro: secondo il decreto Semplificazioni le sponsorizzazioni saranno “di puro finanziamento” oppure “tecniche”

Sponsorizzazione “di puro finanziamento” oppure “tecnica”, estesa alla progettazione e alla realizzazione “di parte o di tutto l’intervento”. Sono le due modalità di intervento consentite dal dl Semplificazioni pubblicato in Gazzetta ufficiale.

 

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Editoriale

Non è un museo per tutti

La definizione ICOM di museo, elaborata durante l’Assemblea Generale di Seul, ormai risalente al 2004, fa emergere chiaramente le due funzioni primarie dell’istituzione: quella di conservare manufatti, oggetti, opere e quella di trasmettere cultura e diletto. Dalla definizione emerge anche la stretta connessione del museo con il tessuto sociale.. Proprio da tale scopo essenziale consegue il grande problema dell’istituzione museale: la ridefinizione dell'identità, non più come fluttuante e autoreferenziale, ma come qualcosa che “si fa carne” e diventa brand. 

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Un appello per la cultura firmato FAI, ANCI e Federculture

FAI, ANCI e Federculture insieme per rivolgere un appello al governo, affinché corregga quanto previsto nel decreto liberalizzazioni. Le associazioni temono infatti che le misure previste vadano a ledere l’attività culturale in Italia che, già fiaccata dai numerosi tagli, potrebbe restare ‘impigliata’ nelle maglie di una pesante burocrazia.

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Activities

 


Sono aperte le iscrizioni alla XIII edizione del Master in Economia della Cultura: Politiche, Governo e Gestione a.a. 2012-2013.

Scarica il Bandoweb.uniroma2.it/modules.php

 

AVVISO:

PROROGA SCADENZA TERMINI DI AMMISSIONE:

- presentazione domande d'ammissione 25 marzo 2013
- scadenza immatricolazione 10 aprile 2013

 

Summer School in         

Economics of Culture:

Creativity, Happiness and Growth

Rome, 16-27 July 2012

The CEIS – Centre for Economic and International Studies offers two scholarships of € 500.00 to participate in this program.

Authors of the best two papers on themes of the Summer School ( as evaluated by the Scientific Committee ) will receive each an award of € 500,00.

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Publications

 
Il sistema dell’arte e della cultura sta vivendo una fase di profondo mutamento che coinvolge gli attori e i meccanismi della produzione, così come i modi e le pratiche con cui le persone consumano e fruiscono di prodotti, beni ed esperienze culturali. Il libro affronta le specificità e gli elementi caratterizzanti il marketing applicato ai contesti artistici e culturali, interrogandosi sul concetto di pubblico evoluto, sulle nuove opportunità di comunicazione e di coinvolgimento derivanti dal mondo digitale, in un funambolico equilibrio che consente alla visione artistica di incontrare il mercato.

Si tratta di un libro di testo pensato per i percorsi di studio universitari e post-universitari e per gli operatori che si avvicinano alle tematiche del marketing della cultura.
 

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LO SVILUPPO ECONOMICO, LA CULTURA E LA MUSICA COLTA, Pasquale Lucio Scandizzo Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Abstract: Tra le attività culturali, la musica appare come una componente dominante sia della pratica delle cosiddette “arti viventi”, sia dell’immaginario individuale e collettivo che è alla base del consumo e della produzione di ogni forma artistica. La natura essenziale ed emblematica della musica e le sue proprietà di bene pubblico hanno forti implicazioni dal punto di vista economico e consentono di utilizzarne caratteristiche e manifestazioni come fenomeni rappresentativi del rapporto più generale tra economia, società ed espressione artistica. Questo articolo esamina alcuni di questi fenomeni e ne considera le possibili connessioni con i mercati e la politica economica, con l’obiettivo di delineare nuove ipotesi di governance e nuovi ruoli del settore pubblico e privato.

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LA REALTA’ DIGITALE E I GIOVANI, Pasquale Lucio Scandizzo, Università di Roma

Abstract: Perché la realtà virtuale creata dalla digitalizzazione dei media è così importante per i giovani? La "sospensione dell'incredulità", un fenomeno psicologico caratteristico dell’interazione tra persone e simboli, può aiutarci a capire lo straordinario fascino che le diverse forme di rappresentazione hanno finito per esercitare su tutti gli aspetti della vita sociale e, in modo prevalente, sui più giovani.

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Progettazione e sviluppo di aziende e reti culturali
Principi, strumenti, esperienze di Alessandro Hinna e Marcello Minuti

L’obiettivo del lavoro , così come il metodo adottato e il target di riferimento, è l’illustrazione di un best of di casi di amministrazioni coraggiose studiati tra il 1999 e il 2008, che hanno saputo scommettere sul valore della cultura come volano di sviluppo delle economie locali, re-inventando, a partire dalla gestione dei servizi culturali, il rapporto tra vita politica, amministrazione e cittadino.  Il valore sociale e simbolico che si collegano alla cultura derivano dal fatto che essa può costituire un fondamentale volano di coesione e sviluppo in un ecosistema condiviso, divenendo “il principio logico unificatore che difende e suscita le migliori energie individuali, orientandole verso il bene comune”.

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